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ALTRE ENERGIE
Agroenergie

Per agroenergie si intende la potenzialità energetica che si può ricavare dai processi agricoli come produzione di Biocarburante (biodiesel, bioetanolo), ma anche dalle biomasse come per esempio il legno.
L'Unione Europea (EU) importa oltre il 50% dell'energia che utilizza. La dipendenza potrà diventare pari al 70% nel 2030 in mancanza di interventi significativi. La condizione deficitaria è molto più grave oggi in Italia: il nostro paese importa oltre l'82% del fabbisogno energetico, che in larga parte è coperto da combustibili fossili. Il progressivo affermarsi di nuove tecnologie consente oggi di produrre energia rinnovabile dal comparto forestale: le agroenergie.
Questa di forma energia, recentemente, ha generato un dibattito piuttosto acceso fra i suoi sostenitori perché, pur valida sul piano ambientale, sta modificando sostanzialmente le scelte di politica agricola in molti Paesi del Terzo Mondo che stanno riducendo i terreni fertili destinati all'uso alimentare rispetto a quelli destinati alla produzione di vegetali ad uso energetico. Ovviamente ben diversa è la problematica delle agroenergie che sono le forme di produzione di energia diverse dai biocarburanti.

Il teleriscaldamento in Alto Adige
Un esempio precipuo di utilizzi di Agroenergie in Italia è dato dal Teleriscaldamento a base di legna in Alto Adige.
Dato che più del 42% del territorio del Alto Adige è ricoperto da foreste e boschi, questo permette alla regione di usufruire a pieno di questa fonte d'energia pulita e rinnovabile quale il legname. Infatti il legname ha un valore neutro di CO2, e non si esaurisce dato che la foresta si rigenera in continuazione. In Alto Adige si ha infatti una ricrescita del legname di oltre 85.000 metri solidi, e di questi solo la metà viene utilizzata ogni anno. Analizzando questi dati si può capire che lo sfruttamento di questo materiale è davvero un sistema intelligente, e allo stesso tempo serve per la manutenzione boschiva.
Altra fonte di ceppato o del suo derivato segatura è dato dagli scarti delle segherie che lavorano anche con legname di importazione ed anzi, in alcune zone, come la Pusteria, hanno un ruolo predominante.
Dal 1994, in Alto Adige sono state costruite ben 57 centrali di teleriscaldamento alimentate a biomassa, ed altre ancora ne sono in progettazione. In particolare in val Pusteria, ben 12 comuni utilizzano questo tipo di riscaldamento, come ad esempio a Dobbiaco, dove è stata inaugurata nel 1998 una delle centrali più grandi, che è stata ingrandita nel 2005.
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